Fantasy

La corte di rose e spine

La saga La corte di rose e spine di Sarah J. Maas.

Le recensioni:

  1. La corte di rose e spine
  2. La corte di nebbia e furia
  3. La corte di ali e rovina
  4. La corte di fiamme e argento

La corte di rose e spine

Feyre si reca spesso nel bosco a cacciare per sfamare la sua famiglia, ma un giorno uccide l’animale sbagliato. Infatti, il lupo colpito dalla sua freccia è un Fae, cioè una creatura dalle sembianze umane solo più veloce, più forte e con i sensi molto sviluppati. A causa dell’omicidio, la ragazza viene reclamata dal Signore Supremo della Corte di Primavera e lascia la sua casa per abitare nel castello del Fae più potente del regno, Tamlin: lì però viene trattata come un ospite, perché Feyre potrebbe essere l’unica ad avere la possibilità di cancellare la maledizione che incombe su tutti i regni Fae.

Durante la lettura, ho ritenuto questo primo volume un racconto avvincente ma con una trama fin troppo lineare, poco strutturata: un libricino carino da leggere ma che non tiene con il fiato sospeso. Tamlin non mi ha particolarmente colpito come personaggio e inizialmente neanche Feyre, però verso la fine mi sono dovuta ricredere. Perciò ho voluto continuare la lettura del secondo volume, in fin dei conti la parte finale mi è piaciuta molto: col senno di poi, direi che ho fatto bene.

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1

La corte di nebbia e furia

Per spezzare la maledizione Feyre è stata costretta a compiere gesti atroci, quindi tornata al palazzo di Tamlin non è più la stessa. A questo si aggiunge l’ossessione del Fae che la vuole proteggere a tutti i costi e non le permette di uscire dalla reggia, ma allo stesso tempo le chiede di sposarlo. Feyre non sa ciò che vuole e rischia di rimanere intrappolata in una vita non sua, se non fosse per il suo legame con Rhysand, conosciuto mentre cercava di salvare tutti dalla maledizione. Infatti il Fae, Signore Supremo della Corte della Notte, la rapisce prima del matrimonio, le fa conoscere i suoi collaboratori e le assegna una missione. Con uno scopo per cui andare avanti, lentamente Feyre ricuce i pezzi della sua vita.

Penso che questo sia il mio libro preferito di questa serie: finalmente Feyre si scolla di dosso l’ossessivo Tamlin per dare spazio a una serie di personaggi nuovi o precedentemente lasciati in secondo piano. La rivelazione di Rhysand mi ha colto di sorpresa: la personalità e i suoi sacrifici trapelano sempre più evidentemente proseguendo con la storia. Lo stile della Maas rimane sempre molto coinvolgente, ma non si può dire che sia una lettura per tutti: pieno di scene molto spinte, in alcuni capitoli questo libro sembra addirittura un romanzo erotico. Sorvolando su quest’aspetto, la trama mi è sembrata più avvincente e sviluppata del primo volume, perciò mi è davvero piaciuto.

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2

La corte di ali e rovina

Feyre e la Corte della Notte hanno il compito di proteggere dal re di Hybern sia la società Fae sia il mondo umano. Per questo la ragazza finge di essere stata manipolata da Rhysand e torna al palazzo di Tamlin, il Fae che tanto odia e che si è alleato con il re, per carpire informazioni sui piani del nemico. Allo stesso tempo deve cercare nuovi alleati per la guerra che sta per presentarsi e stringe patti con misteriose e potenti creature nascoste tra i Fae.

Come il volume precedente, questo libro tiene con il fiato sospeso: ormai la trama banale del primo racconto è totalmente abbandonata per dare spazio ad avvenimenti molto più coinvolgenti. Tuttavia qualche pecca si può trovare: per molti aspetti e addirittura intere scene ci sono troppe somiglianze con Il trono di ghiaccio, a volte dialoghi interi sembrano fotocopiati e alcune dinamiche tra i personaggi sono identiche. In più, ancora una volta l’autrice non si risparmia i dettagli di particolari scene spinte.

In conclusione, ritengo che questa sia una bella serie ma non una delle migliori: ignorando il fatto che il primo libro non è un granché e che molti aspetti sono scopiazzati da altri libri della stessa autrice, la trama è avvincente, i personaggi sono ben caratterizzati e lo stile dell’autrice è sempre favoloso.

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3

La corte di fiamme e argento

Dopo l’uccisione del re di Hybern, Nesta è l’unica che non è riuscita a ricostruirsi una vita. In seguito alla trasformazione in Fae e alla morte del padre, la ragazza è in piena crisi e spreca la sua vita immergendosi totalmente nei piaceri mondani, a spese della Corte della Notte. Feyre e Rhysand sono costretti a darle un ultimatum: Nesta deve iniziare a prendere in mano la sua vita, con un programma che pensano possa aiutarla, altrimenti verrà cacciata da Velaris. Non avendo un altro posto dove andare, la protagonista accetta di malavoglia ciò che le viene imposto e si trasferisce alla Casa del Vento. Passa la mattina ad allenarsi con Cassian che le insegna a combattere, mentre il pomeriggio lavora presso la biblioteca delle sacerdotesse. Lentamente, inizia la sua rinascita.

Il ritorno dei personaggi di questa serie mi appassiona ogni volta. Però questo volume si differenzia dagli altri perché rivolge l’attenzione su un personaggio che non è mai stato approfondito più di tanto, Nesta: ferita e fatta a pezzi dagli avvenimenti del libro precedente, si è rivoltata contro le uniche persone che tengono a lei e ha intenzione di vivere sola in una catapecchia. Proprio Cassian, colui che in seguito le starà accanto e la aiuterà a risolvere i suoi conflitti interiori, è la persona incaricata di convocare Nesta dai Signori Supremi, quindi è il primo che costringe Nesta a risollevarsi. Ho adorato come l’autrice sia riuscita a sviluppare il personaggio di Nesta, a studiarla in tutte le sue sfaccettature, nella sua evoluzione e nella maturazione dei rapporti sociali. Mi sono trovata a simpatizzare anche per Emrie, Guen e le altre sacerdotesse.

Tuttavia, un grande sforzo per i personaggi ha portato a una trama un po’ scarseggiante, quasi come se fosse di contorno al conflitto interiore di Nesta. Infatti ho trovato piuttosto semplice le dinamiche conflittuali con la regina umana e come viene risolto lo scontro finale, in più la soluzione del problema di Feyre non viene chiarita bene. Concludo affermando che potrebbe praticamente definirsi un romanzo erotico: una buona parte del libro è rappresentata da scene estremamente dettagliate che mai mi sarei immaginata di trovare quando ho iniziato a leggere i primi libri della saga. A mio parere in questo modo viene meno la possibilità di lettura al pubblico più giovane e si discosta dall’impronta iniziale della serie. Comunque, l’autrice ha annunciato l’uscita di altri volumi che raccontano la storia degli altri personaggi e non vedo l’ora di leggerli.

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11 pensieri riguardo “La corte di rose e spine

  1. Nooooo ahahahah La Corte di Fiamme e Argento io l’ho amato!!! Per taaaaaaaaante ragioni! (Sul nostro blog ci sta la recensione, con i vari motivi elencati, se ti va di passare… 🙈

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  2. Non ho mai letto fantasy, a parte Il Signore degli anelli che mi é piaciuto moltissimo,ad altri non mi sono ancora avvicinata, non so … magari questa é la volta buona

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