L’amante di Lady Chatterley di David Herbert.
Lord Chatterley è tornato dalla guerra paralizzato dalla vita in giù e Connie, sua moglie, deve occuparsi di lui. In poco tempo Lady Chatterley si accorge di essere infelice e poco soddisfatta della sua vita, ma una nuova conoscenza fa sì che le cose inizino a cambiare. In breve tempo intraprende una relazione con il guardiacaccia della loro tenuta, Mellors.
Oltre a una trama priva di eventi significativi, contornata da pesanti discorsi e teorie enunciate dai personaggi secondari, c’è una storia d’amore tra un guardiacaccia e una lady. Entrambi i protagonisti sono poco spiegati, non si capisce in base a cosa si comportano in un certo modo o perché dicono determinate cose. L’esempio eclatante è Lady Chatterley, un personaggio confuso, che cambia idea spesso e in modo repentino, senza che ne venga spiegato il motivo. Il guardiacaccia potrebbe apparire come un personaggio misterioso, in realtà penso abbia una caratterizzazione piuttosto piatta e noiosa. Lord Chatterley è l’unico personaggio ben costruito nelle sue problematiche, ma il finale che gli è stato riservato sembra proprio un’esagerazione.
Al di là della storia, questo libro viene spesso presentato come una della prime letture che è stata in grado di sdoganare la sessualità, il primo passo per eliminarla dalla lista dei tabù. A mio parere, non è vero. La sessualità viene affrontata in modo sbagliato e poco utile per la sua emancipazione. Specialmente dal punto di vista femminile: Lady Chatterley piange dopo i rapporti senza una spiegazione specifica, a volte li sente forzati e una parte di lei non sempre li desidera. Potrebbe essere la dimostrazione di un conflitto interiore, peccato che questo conflitto nel libro non venga mai narrato o mostrato per vie più implicite, perciò sembra solo una forzatura. Per di più, non si può considerarla una storia d’amore, perché l’unico romanticismo che si trova sono i “Ti amo” di Lady Chatterley detti all’improvviso, con foga e senza senso, ovviamente non ricambiati.
Ritornando al tema della sessualità e di come questo libro non ne sia il portavoce adatto, nel romanzo viene inneggiata la donna che rispetta il suo ruolo di passività, ma che allo stesso tempo non deve provare vergogna per le pratiche più intense. Più che una sessualità femminile vissuta con libertà, questo sembra mostrare una sessualità a servizio di quella maschile, che deve essere compiaciuta in ogni aspetto. Anche al di là di questo, viene continuamente ribadita la rigida distinzione tra i ruoli dell’uomo e della donna, specialmente all’interno della società. Riguardo a ciò, un altro merito che viene spesso dato a questo libro è l’essere considerato una critica alla società di quel tempo, tuttavia si limita a mostrare il pensiero sbagliato dei ricchi aristocratici, non dice molto di più, non sembra avere una portata rivoluzionaria anche per quel periodo.
Riconosco che, essendo un libro degli anni ’30, non può contenere i progressi e gli ideali più moderni, ma in ogni caso non è un libro che innalzerei come capostipite della lotta per l’emancipazione della sessualità. Considerato scandaloso e quasi rivoluzionario per l’epoca, ora è solo un romanzetto di altri tempi in cui viene inserita qualche scena esplicita. Non penso meriti di essere dipinto come un libro grandioso o che gli siano rivolte tutte le attenzioni che gli sono state date ultimamente. Oltre a non essere un grande veicolo per il messaggio che gli è stato etichettato, è anche una lettura noiosa e poco avvincente, da evitare sotto ogni aspetto.
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