Romanzi

Vai tranquillo

Vai tranquillo di Filippo Caccamo.

Andrea è un aspirante scrittore, studente di Scienze politiche fuoricorso, la sua relazione non va a gonfie vele e la sua famiglia sembra non accorgersi della sua esistenza. In più, è profondamente innamorato della ragazza che incontra ogni giorno in treno: a dare una svolta alla sua vita è lei, che con la sua amicizia porta un’ondata di positività alla vita di Andrea, motivandolo a raggiungere i traguardi che si era prefissato e ad andare oltre.

All’inizio il protagonista è affranto, demotivato, non fa che lamentarsi di tutto: pensavo che l’intero libro continuasse  con questo tono, descrivendo quanto è brutta la vita di Andrea. Invece, dopo la prima parte il racconto prosegue con la graduale ripresa del protagonista, mostrando come riesce a sollevarsi lentamente dai suoi problemi, impegnandosi negli studi e nel libro che sta scrivendo. Per Andrea sono di fondamentale importanza le persone che ha intorno: la sua famiglia che inizia a sostenerlo, la migliore amica Miriam e quello che pensa essere l’amore della sua vita, Asia.

«Ricordatelo sempre, Andre, e comunque ricordati che noi siamo qui, qualsiasi cosa succeda. Vai tranquillo.»

A coronare l’impegno in università sono i ridicoli eventi che succedono al protagonista e che spesso lui stesso causa, come far suonare gli allarmi in piena notte o improvvisarsi un attore per far colpo. L’ironia con cui è raccontata l’università è l’aspetto che mi è piaciuto di più in questo libro: la scarsa voglia di studiare, gli esami improvvisati andati malissimo, la motivazione a un tratto riconquistata e un possibile risultato intravisto in lontananza sono tutte caratteristiche della sessione di un povero studente stremato.

«Be’…» sono totalmente nel panico. Ma non come da copione, non per finta, ho un blackout generale. Dopo circa venti secondi di silenzio, che sembrano ore, ricomincia lui. «Va bene, passiamo oltre. Mi parli della caduta dell’Urss.» Buco totale. Ragiona Andrea, coraggio, hai studiato, lo sai. «Allora l’Urss… quindi muro di Berlino, giusto?» «Sì, anche. Quando cade il muro di Berlino?» «Nel ’90.» «Come, scusi?» «No, cioè, il 9 novembre 1989.» «Oh, lo vede che piano piano si ricorda le cose? Quindi la caduta del muro è certamente un fatto importante per la conseguente caduta dell’Urss, giusto? Mi dica altro.» «Ecco…» non mi viene in mente niente. È come se tutte le nozioni imparate stessero ruotando insieme nella mia testa e davanti ai miei occhi, e io non riuscissi ad afferrarne nessuna.

A malincuore devo ammettere che ci sono stati alcuni elementi che non mi sono piaciuti, primo fra tutti lo stile: sebbene sia molto scorrevole e a volte dia proprio l’impressione di un susseguirsi di pensieri, l’ho trovato troppo semplice e spesso in qualche scena avrei preferito che fosse meno schematico e più passionale. Inoltre, verso la fine mi ha fatto sorridere un particolare dettaglio, ovvero ho notato che i personaggi si scambiano tantissimi abbracci.

In conclusione, avevo molte aspettative per questo libro e non sono state pienamente soddisfatte, avrei voluto che trattasse di più l’università e meno la possibile relazione con Asia, per di più speravo fosse scritto meglio.

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978880471283hig-1

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